PESCARA – Abruzzo e Corea possono dialogare a tavola? Assolutamente sì. Lo dimostra KOSE – Korean Contemporary Cuisine: un ristorante di cucina coreana contemporanea che unisce tradizione, eleganza e ricerca gastronomica in un’esperienza autentica e raffinata. Il tutto nel cuore di Pescara, nella centralissima piazza della Rinascita. Fondato da Andrea Caldora e Ha Jung Kim, KOSE rappresenta l’incontro tra cultura coreana e sensibilità italiana, tra memoria e innovazione, tra convivialità e design, senza dimenticare appunto anche l’elemento “local”, fornito in questo caso dalla nostra regione. La visione dei due imprenditori è decisamente interessante, e l’esperienza è tutta da provare. Il nome “Kose”, in coreano, richiama il concetto di “momento presente”: l’attimo che nasce dal passato e apre la strada al futuro. Una filosofia che si riflette nella cucina, negli spazi e nell’identità del ristorante.
“Kose in coreano indica “il momento presente” – spiega Andrea Caldora – l’attimo che nasce dal passato e apre la strada al futuro. È una parola che racchiude l’essenza del nostro ristorante e, più in generale, dello spirito profondo della cucina coreana. Una cucina che vive nel presente perché sa custodire la propria storia e, nello stesso tempo, anticipare ciò che verrà”.

KOSE nasce con l’obiettivo di raccontare la vera anima della cucina coreana attraverso una proposta contemporanea, sostenibile e profondamente culturale. La cucina coreana è una delle tradizioni gastronomiche più antiche dell’Asia: una cucina fondata sull’equilibrio, sulla fermentazione, sulla valorizzazione delle materie prime e sulla condivisione. KOSE interpreta questa eredità con uno sguardo moderno, creando un dialogo tra autenticità, tecnica e creatività. Per KOSE, il cibo non è soltanto esperienza gastronomica, ma anche riflessione sul futuro: sostenibilità, rispetto delle materie prime e valorizzazione degli ingredienti sono principi fondamentali della filosofia del ristorante.
“La tradizione gastronomica della Corea è tra le più antiche dell’Asia – aggiunge Ha Jung Kim – La cucina dei sovrani non era distante da quella del popolo, a cambiare erano soprattutto la qualità e la rarità degli ingredienti, non la struttura dei sapori né la filosofia che li animava. Questa continuità testimonia una verità essenziale: la cucina coreana è radicata nella memoria, ma non è mai rimasta immobile. Oggi, più che mai, essa appare sorprendentemente moderna. È una cucina che valorizza verdure, radici, fiori, erbe spontanee, ingredienti semplici che attraverso marinature, conservazioni e soprattutto fermentazioni rivelano complessità aromatiche inattese. Materie prime talvolta umili o poco apprezzate vengono trasformate in preparazioni eleganti e profondissime: un processo che anticipa le più avanzate ricerche della gastronomia contemporanea, dove la fermentazione è tornata protagonista nelle cucine sperimentali e stellate di tutto il mondo”.
KOSE propone una cucina coreana autentica e contemporanea, caratterizzata da piatti caldi, freddi e tiepidi pensati per la condivisione, nel pieno rispetto della tradizione asiatica. La cucina coreana valorizza verdure, radici, fiori, erbe spontanee, ingredienti semplici che attraverso marinature, conservazioni e soprattutto fermentazioni rivelano complessità aromatiche inattese. Materie prime talvolta umili o poco gustose vengono trasformate in preparazioni eleganti e profondissime: un processo che anticipa le più avanzate ricerche della gastronomia contemporanea, dove la fermentazione è tornata protagonista nelle cucine sperimentali e stellate di tutto il mondo.
La proposta gastronomica include piatti iconici della tradizione coreana; preparazioni fermentate e marinature artigianali; piatti vegetariani e vegani; ingredienti selezionati tra Corea e Abruzzo. Le materie prime arrivano prevalentemente dalla Corea, mentre carni e vegetali freschi vengono scelti, in ottica sostenibile, sul territorio locale valorizzando eccellenze come il maiale nero abruzzese. Nel corso di un incontro stampa cui ha partecipato anche VistAbruzzo, abbiamo potuto degustare il seguente menu: Kimbap di Kimchi (roll coreano vegano, molto popolare: verdure stagionate con Kimchi); Kimbap di isola di Jeju (roll coreano con tempura di mazzancole, tonno crudo, salmone e frittata coreana); insalata di pesce (verza con mazzancolle e seppia al vapore con salsa di sesamo); Ravioli mandu cavolo (riempito con maiale nero abruzzese, tofu e kimchi); jabchae (noodle coreano saltato con pesci e verdure); galbi (capocollo e costatine marinate 12 ore con salsa di soia); dolci fagioli rossi con filo di caramello.
Design & Atmosfera. L’identità estetica di KOSE nasce dalla collaborazione con SummitLab, studio creativo di Pescara fondato da Sabina De Deo che ha curato concept, interior design e arredi. Gli spazi reinterpretano la tradizione coreana attraverso linee morbide, materiali essenziali e dettagli iconici come i tessuti orientali bojagi. La palette celadon, ispirata alle storiche ceramiche coreane, accompagna l’esperienza del cliente dalla mise en place agli ambienti del locale. Il ristorante dispone di circa 25 coperti interni, ma ci sono anche un ampio dehor esterno sulla piazza e l’area aperitivo “Kosine” con formula bancone e proposta easy dining.
Dietro l’ideazione del brand c’è Fabio Di Donato, graphic designer che ha curato l’identità visiva partendo dalla creazione del naming KOSE, un procedimento morfologico, una crasi che fonde le parole Korea e Cuisine, creando un suono italo-asiatico che allude alle tante “cose” che si portano in tavola: un tratto tipico della cultura gastronomica coreana. Le linee curve e gli spazi armoniosi definiscono un lettering creato per l’occasione, un design che unisce tradizione e raffinatezza. Con lo stesso linguaggio, Alessio Di Lorito ha costruito la strategia di marketing e comunicazione per il teasing e il lancio del locale, declinando l’identità del brand sui social, nel sito web e nei diversi touchpoint digitali.
Uno degli elementi distintivi di KOSE è l’attenzione dedicata al mondo beverage. Accanto alla carta vini, con proposte nazionali e internazionali interessanti e non convenzionali, il locale propone una drink list esclusiva di cocktail signature realizzata in collaborazione con Andrea Forlano, titolare insieme al fratello Davide de La Gintoneria Creativa a Pescara, con creazioni pensate appositamente per accompagnare la cucina coreana contemporanea. In tal senso ci piace menzionare il Mak-Tini, che unisce gin e makgeolli, l’antico vino di riso coreano: un capolavoro di mixology che al palato lascia un sentore di fermentato di riso, con una tessitura particolare. Potremmo descriverlo come una sorta di Martini cocktail twistato, con una nota molto fresca: forte dei suoi 8 gradi, fluidifica il sangue ed è un drink beverino ma anche molto calorico.
Oppure c’è il Kimchi Spice, costruito attorno all’acqua di kimchi, tequila e liquori speziati, che ricorda il Bloody Mary. Una Beverage Experience decisamente positiva. Riletture creative ma interessanti e, soprattutto, rispettose dello stile originale coreano: «È molto difficile capire questo Paese se non entri nella sua cultura», afferma Forlano. «Per poter reggere un palazzo, le fondamenta devono essere stabili». Concordiamo. KOSE è aperto anche per l’aperitivo con la formula “Kosine” che unisce cocktail, vini e piccoli assaggi gastronomici dalle influenze sia asiatiche che abruzzesi.
Andrea Caldora, imprenditore appartenente a una storica famiglia nel settore edilizio da tre generazioni, coltiva da sempre una forte passione per la gastronomia e il mondo beverage. Dopo l’esperienza di ‘Baccalà’, locale aperto all’interno del mercato coperto di via Battisti a Pescara, dà vita a KOSE insieme alla moglie Ha Jung Kim. La carta dei vini è curata proprio da Andrea.
Ha Jung Kim, originaria della Corea del Sud, è molto seguita nel settore food sui social coreani e non solo, guida personalmente la direzione gastronomica del ristorante insieme alla brigata di cucina. La sua visione unisce autenticità culturale, ricerca e sensibilità contemporanea. In Corea, l’educazione artistica e sportiva viene introdotta già dalla scuola primaria ed è affrontata con grande serietà e professionalità. Anche Ha Jung ha iniziato a studiare disegno in modo professionale all’età di dieci anni. In seguito ha frequentato la Sunwha Arts School, dove ha proseguito gli studi di pittura fino all’università Successivamente ha proseguito con un master in Interior Architecture al Pratt Institute a New York. La sua componente artistica è evidente nel progetto di Kose e nell’estetica dei piatti. Ha creato e fondato il portale www.peasfood.co.kr, dove vende prodotti abruzzesi e italiani in Corea.
KOSE vuole essere un luogo di incontro tra culture, sapori e persone. Un ristorante capace di raccontare la profondità della tradizione coreana attraverso un linguaggio contemporaneo, elegante e sostenibile. Un’esperienza in cui il tempo della cucina diventa il tempo della vita: un continuo dialogo tra passato, presente e futuro.