ATRI – Un viaggio straordinario nel tempo ha incantato Atri martedì 3 dicembre, con l’evento “Convivium, sapori e gusti dell’epoca romana”, organizzato da Vinum Hadrianum presso l’Auditorium Sant’Agostino. In una cornice suggestiva, il pubblico ha esplorato l’affascinante mondo dell’alimentazione e dell’enologia dell’antica Roma, scoprendo le radici di tradizioni millenarie e confrontandole con tecniche e valori contemporanei. L’evento, che ha registrato una grande partecipazione, ha proposto un format unico che ha saputo intrecciare cultura, storia e degustazione, regalando ai presenti un’esperienza multisensoriale.
I relatori, tra cui esperti di enologia, archeologia e alimentazione, hanno guidato il pubblico in un viaggio attraverso il tempo, approfondendo i legami tra il cibo, il vino e la cultura romana. Veri e propri mattatori della tavola rotonda, moderata dalla giornalista enogastronomica Eleonora Lopes, sono stati Ernesto Di Renzo, antropologo dell’Università degli Studi di Tor Vergata Roma, Leonardo Seghetti, docente ed esperto di enogastronomia, Mauro Serafini, ordinario di Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università di Teramo. Hanno introdotto la serata Angela Ippoliti, ideatrice e promotrice del convegno per Vinum Hadrianum, Piero Pavone, proprietario della cantina Vinum Hadrianum e Marta Lupoletti, Managing Director dell’azienda.

Sono emersi degli spunti particolarmente interessanti dalla serata, vale la pena di sottolinearne alcuni per importanza e profondità. Il professor Serafini, dopo un excursus sull’alimentazione al tempo dei romani e sull’uso delle spezie nella cucina del tempo, ha sottolineato l’importanza di alcune abitudini alimentari dall’antica Roma anche per l’alimentazione contemporanea, come l’utilizzo di vegetali da associare durante i pasti, utile a contenere la risposta infiammatoria post prandiale. Nel riportare tali dati, ha citato gli studi sui centenari abruzzesi condotto dall’Università di Teramo e il recentissimo progetto dello sportello di ascolto nutrizionale gratuito del Quarticciolo a Roma, all’interno di un centro anziani.
Secondo Leonardo Seghetti il cibo e il vino sono la porta di accesso al territorio. Il docente ha sottolineato l’attualità delle tecniche vinicole romane, evidenziando inoltre la grande capacità dei romani di abbinare il vino alle pietanze. Secondo Seghetti, la risposta alla riduzione di interesse intorno al consumo di vino sta nel credere alla valorizzazione di tutta la cultura di cui è portatore il vino, e con esso il territorio da cui deriva con le sue peculiarità. Consapevolezza e cultura.

Ernesto Di Renzo ha esplorato la simbologia legata al cibo e al vino nella cultura alimentare degli antichi romani. Il superamento dell’uso sacro del vino, tipico della cultura greca, porta i romani ad ampliarne utilizzi e quindi coltivazione. A Roma il vino ha un uso terapeutico e farmacologico, un uso gastronomico e ludico fino a diventare vera e propria ragion di Stato. Senza dimenticare che la maggior parte dei vitigni attualmente coltivati in Europa devono la loro esistenza agli adattamenti di antichissime viti trasportate in ogni angolo dell’impero dagli eserciti dell’urbe.
L’incontro pubblico è stato arricchito dal contributo di Adua Villa, nota giornalista, sommelier e autrice conosciuta come Globetrotter Gourmet, che ha dato un tocco poetico alla serata, celebrando la magia delle parole del vino. L’evento ha rappresentato un’occasione per celebrare l’eredità culturale ed enologica del territorio abruzzese, collegando storia e innovazione. Il pubblico, composto da appassionati ed esperti del settore, ha accolto con entusiasmo l’iniziativa, che si è conclusa presso la dimora storica Palazzo Sorricchio con una degustazione conviviale di assaggi studiati per l’occasione e preparati da +Tosto Gastro Bottega di Gianni Dezio in abbinamento ai vini di Vinum Hadrianum.


