“A Faccia Vista”, a Rocca di Mezzo nel piatto c’è la montagna più autentica

ROCCA DI MEZZO – Fabrizio Tranquini è un tipo che non può non piacere. Simpatico, alla mano, gentile e al tempo stesso determinato nell’inseguire le proprie idee, ci accoglie nel suo piccolo ristorante “A Faccia Vista – osteria di piazza” in occasione di un pranzo stampa per presentare questo interessante progetto gastronomico. Siamo accanto a “Sofietta”, enoteca aperta nel 2019 e intitolata alla nonna paterna di Fabrizio, che proprio in paese gestiva uno storico negozietto di generi alimentari. Ma torniamo a Tranquini: classe 1976, questo brillante imprenditore mette subito in chiaro che ascolterà con attenzione le nostre osservazioni, ma lascia al contempo intendere che non per questo cambierà la struttura base dei suoi piatti. È segno di una grande convinzione, di un uomo che crede fortemente in ciò che fa, e quello che assaggeremo confermerà tale impressione.

Si comincia con un “Ovetto 64”. Il nome deriva dal fatto che si tratta di un uovo in camicia cotto a 64 gradi su crema di pecorino, spinaci, guanciale croccante e pane nero. Un antipasto dotato di una grande palatabilità grazie alla sapidità data dal pecorino e dal guanciale. Questo piccolo ristorante ha eletto la qualità della materia prima e la genuinità degli ingredienti a principio ispiratore, che trova compiutezza in una proposta tradizionale, accurata e di livello. Partendo da zero, senza una tradizione familiare nel campo, Fabrizio ha creato un luogo in cui mangiare diventa un gesto di valorizzazione del territorio, senza snaturarlo ma restando, anzi, fedele ai luoghi e alle persone che li vivono ogni giorno.

Subito dopo tocca alla Coratella, un classico della cucina romana ma che viene considerato un piatto tradizionale anche in Abruzzo e in Molise, simbolo del “quinto quarto” (cioè le frattaglie). Dallo staff di “A faccia vista” ci viene preparata con peperone e peperoncino e servita nel coccio, configurandosi come una portata top. Il filo conduttore delle varie pietanze, d’altronde, è la golosità. Quelle di “A faccia vista” sono porzioni giuste, ed è tutto ciò che ci aspettiamo da una cucina di montagna che, pur mostrando cura nell’impiattamento, non tradisce le proprie origini rustiche per mostrarsi decisamente gustosa. Noi apprezziamo, e già ci siamo immersi in un’atmosfera confidenziale, quasi “di casa”, che ci piace tantissimo.

Il risotto con zafferano, guanciale e filetti di porro croccante rafforza tutto questo discorso: il porro, in particolare, è persistente in bocca e rimane per lungo tempo, perché questa è un’arte culinaria senza troppi compromessi, che si presenta coraggiosamente per ciò che è, ossia immediata e autentica. Così, dall’aperitivo al dopo cena, “A Faccia Vista” e “Sofietta” si integrano a vicenda offrendo la possibilità di un’esperienza a 360 gradi, dal giorno a tarda sera, tra un informale aperitivo (che può essere rinforzato da un piatto del bistrot), un vino alla mescita o un vero e proprio pasto seduti a tavola, senza troppi formalismi neppure per gli orari.

Fabrizio, di stanza all’Aquila ma con il cuore a Rocca di Mezzo, segue direttamente le sue attività: è un “oste” di quelli che non si tirano indietro se c’è da mescere il vino in sala e che, negli anni, ha anche imparato a stare in cucina “se necessario”, come lui stesso evidenzia. È un appassionato di vini e miscelazione, un artigiano che ha creato da solo l’arredamento del locale, dal bancone ai tavoli. Fabrizio può essere descritto come una persona curiosa, che dedica tempo a quello a cui tiene e che, calandosi attivamente nel processo creativo e produttivo, con la voglia di apprendere e comprendere tutto ciò che lo compone, propone un’offerta completa e ben integrata nel contesto territoriale. Ma Tranquini, in questo suo lavoro, non è solo: con lui ci sono Marta, che si alterna tra la sala e la cucina, Mihaela, prezioso raccordo tra i vari settori, ed Emilia, che è la chef.

Il locale si è da subito affermato in zona come un autentico punto di riferimento, anche grazie alla posizione strategica nella piazza principale del paese (Largo Barberini 8) e alla scelta oculata e consapevole dei vini: Fabrizio, fervente appassionato già da molto prima di diplomarsi sommelier, è uno che non smette di approfondire tra degustazioni, viaggi e visite in cantina. Due anni dopo l’apertura di Sofietta, il cerchio dunque si chiude con “A faccia vista”, che dopo una fase di avviamento in un’altra location si è trasferito proprio accanto all’enoteca e oggi completa l’offerta del bere con i suoi piatti: «La cucina è più dura e più usurante del cantiere», ci spiega Fabrizio, che ha un passato nel mondo dell’edilizia.

Oggi la certezza di Tranquini è una sola: «La magia di ciò che facciamo scaturisce da dove lo facciamo. Per questo crediamo in una cucina schietta e dai gusti riconoscibili». A proposito di gusti riconoscibili, lo Spaghettone Benedetto Cavalieri con aglio, olio e peperoncino è tutto un programma: piccante senza paura né remore, colpisce il palato e ti rapisce senza dubbio. Tranquini svela che inizialmente c’era il progetto di creare a Roma un locale “a tema” interamente incentrato, appunto, sullo Spaghettone. Alla fine il format è stato rivisto, e al momento questa delizia è un piatto che fa parte del menu di “A faccia vista”. Domani chissà.

La guancia di vitello brasata su puré di patate allo zafferano osa di più rispetto ai soliti brasati perché ci presenta una carne insaporita con aromi di anice e cannella. Forse avremmo preferito una ricetta più tradizionale, ma apprezziamo ancora una volta l’audacia dimostrata: «La nostra intenzione – precisa Fabrizio Tranquini – è di far mangiare e bere bene, ma è fondamentale anche che i clienti ricordino la bella giornata trascorsa e la nostra accoglienza calorosa. Rocca di Mezzo è un paesino dell’Altopiano delle Rocche che si trova in una posizione bella e strategica. Sia d’estate che d’inverno qui c’è un’offerta importante».

Il dessert vede “scendere in campo” una Pera al Montepulciano con la sua riduzione, crema al mascarpone e scaglie di cioccolato fondente. Nonostante Sofietta sia nella porta accanto, “A Faccia Vista” ha naturalmente la sua ricca cantina, molto sfiziosa, costruita con passione dallo stesso Fabrizio. Una selezione dinamica, in continuo aggiornamento, che comprende eccellenze abruzzesi, italiane ed estere. Non manca una ricerca della chicca e delle novità: accanto alle etichette blasonate, infatti, è presente una vasta scelta di bottiglie di piccoli produttori meritevoli, che qui trovano finalmente una valida vetrina, un appassionato promotore e numerosi amatori.

Avendo fatto questo mestiere per tanti anni, Fabrizio si è formato mangiando e bevendo: «La bottiglia di vino è la sintesi del vignaiolo. I vini di montagna sono ruvidi e spigolosi. Io credo nelle cose semplici ed essenziali, che rispecchino la mia personalità: un vino che non c’entra nulla con me, lo rifiuto. È una questione di emozione. L’oste, inteso come figura che consiglia i clienti, è ormai scomparso. E invece la nostra accoglienza si vede anche nella scelta enoica con cantine regionali e internazionali». Prima di congedarci e riprendere la strada verso casa c’è ancora spazio per un’ultima coccola: stiamo parlando della pasticceria secca artigianale che ci viene servita con un’ottima crema inglese vellutata, l’ideale per accompagnare ferratelle e cantuccini in un finale conviviale e di certo appagante.

Complimenti quindi a Fabrizio, che dopo una vita passata nell’azienda di famiglia, in un settore totalmente diverso, si è avvicinato al mondo della ricettività nel 2015 con l’apertura di un bed & breakfast proprio a Rocca di Mezzo, scegliendo di investire in un paese a cui è legato per motivi familiari, essendo suo padre originario del borgo. Una realtà montana raccolta e molto affascinante. «Tutti i muri non rifiniti con l’intonaco vengono comunemente chiamati “a faccia vista”: da qui nasce il nome del nostro bistrot», conclude. «Abbiamo una sala interna molto bella, scavata nella roccia. Siamo aperti tutto l’anno, con il lunedì come giorno “di riposo” anche se in realtà ne approfittiamo per andare in giro a caccia di nuove idee. Venite a trovarci. Vi aspettiamo».

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Autore dell'articolo: Redazione