Fiorella Mannoia incanta Giulianova con le sue Anime Salve tra De Andrè e Fossati

GIULIANOVA – Una voce inconfondibile, le parole di due giganti della canzone italiana e una notte d’estate sul mare di Giulianova. Fiorella Mannoia ha portato al Porto Turistico, mercoledì 5 agosto, il suo spettacolo “Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve”, regalando al pubblico un viaggio tra i brani e le emozioni di De André e Fossati. Una serata intensa e raffinata, in cui il tipico timbro caldo dell’artista romana ha incontrato la poesia di due autori fondamentali della nostra musica, trasformando il concerto in un momento di memoria, racconto e condivisione. Dopo l’inizio con due straordinarie serate all’Arena del Mare del Porto Antico di Genova il 27 e 28 giugno, continua dunque il nuovo viaggio sonoro di Fiorella Mannoia attraverso i repertori e i brani più amati di Fossati e De André.Il live giuliese è stato organizzato da Elite Agency Group in collaborazione con l’amministrazione comunale. Un itinerario potente e intenso nel repertorio di due dei più grandi e influenti cantautori di sempre, figure cruciali per la sua carriera e la sua storia artistica, in occasione dei 30 anni dell’album pietra miliare nella storia della musica italiana, ultimo testamento creativo di Faber, realizzato insieme a Fossati e uscito nel 1996.

In scaletta alcuni dei momenti più indimenticabili di quel disco– insignito della Targa Tenco – come “Khorakhanè” e “Smisurata preghiera”, accanto ai successi già intrecciati al repertorio di Fiorella, fino a nuove interpretazioni di capolavori dei due maestri, tra cui “La guerra di Piero”, “Il pescatore” e “C’è tempo”. Un tributo a un’eredità artistica e culturale che continua a risuonare nel cuore di intere generazioni, e che proseguirà ancora per tutta l’estate nei principali appuntamenti live in Italia, per poi ritornare in autunno nei teatri più importanti della penisola con una serie di concerti indoor. Fiorella Mannoia è una delle interpreti più solide e riconoscibili della musica italiana. Non tanto perché abbia una voce “virtuosistica” in senso classico, ma perché ha una capacità particolare di dare peso alle parole: quando canta un testo scritto da qualcun altro, spesso sembra quasi che quel testo sia diventato suo. L’Abruzzo ha pertanto vissuto un’esperienza indimenticabile.

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Autore dell'articolo: Redazione