Il Museo Maxxi

Il Museo Maxxi compie 10 anni e apre a L’Aquila

Il Museo Maxxi di Roma compie i suoi primi 10 anni e apre una nuova sede all’Aquila, come sede distaccata a Palazzo Ardinghelli. Il nuovo museo sarà inaugurato il 31 marzo e aperto al pubblico dal 21 di giugno.

Il Museo Maxxi nel centro storico di L’Aquila

Il museo Maxxi di Roma festeggia i suoi dieci anni di successi, basta pensare ai 14 allestimenti della collezione e alle 106 mostre organizzate. A parlare infatti sono i numeri: oltre 3,3 milioni di visitatori in 10 anni, incassi per 12,7 milioni di euro e quasi 15 mila abbonamenti. L’idea di dare vita a questa fondazione nasce dalla volontà di investire sulla creatività contemporanea, perciò è istituita una direzione generale dedicata al settore. Queste le parole di Giovanna Melandri presidente del Maxxi:

“Continueremo a supportare il museo che ha accompagnato e accettato l’idea di aprire una sede all’Aquila! E può darsi che in prospettiva al museo romano chiederemo anche altro”!

Questo porterà inoltre ad un aumento del turismo in una terra che ha ancora tanto da offrire.

Nuovi spazi e nuove idee 

Il Museo Maxxi
Palazzo Ardinghelli a L’Aquila nuova sede del Museo Maxxi di Roma.

L’idea di istituire una sede decentrata del Maxxi in Abruzzo nasce in seguito ad una visita, nel 2014, dell’allora ministro Dario Franceschini a Palazzo Ardinghelli. L’edificio, monumento nazionale danneggiato gravemente dal terremoto dell’Aquila del 2009, è in fase di restauro grazie anche ad un contributo economico del governo russo. Il progetto è confermato e istituzionalizzato nel 2017 e da allora il palazzo è stato quindi sottoposto a ulteriori lavori di adeguamento a sede museale. La conclusione dei lavori di restauro dell’edificio è prevista per il 31 marzo 2020 mentre l’apertura al pubblico è fissata per il 21 giugno. Il Maxxi L’Aquila disporrà di una collezione permanente, comprendente alcune opere commissionate appositamente per il museo. Tra gli artisti incaricati ci sono Elisabetta Benassi, Daniela De Lorenzo, Alberto Garutti, Nunzio Di Stefano e Ettore Spalletti.

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Autore dell'articolo: Mirko Di Leonardo