LE BARUFFE

LE BARUFFE: Teatro Comunale “F. Fenaroli” Lanciano

Teatro Dialettale – LE BARUFFE, oggi a Lanciano presso il Teatro Comunale “F. Fenaroli“. 

In scena l’opera di Carlo Goldoni.

Comicità e ironia tra schermaglie amorose di un gruppo di pescatori e le loro donne; personaggi mossi da affetti semplici, ma genuini, che ben descrivono una visione della coralità della vita.

Celebrando una semplicità di cuore e di istinto, nelle quali ritrovare le più pure ragioni dell’esistere.

LE BARUFFE: dalle ore 17:00 in scena al Fernaroli di Lanciano

LANCIANO – 12 Gennaio 2020. Prosegue la XVII Edizione del Festival di Teatro Dialettale “Premio Maschera d’Oro” Città di Lanciano; inclusa nella stagione teatrale 2019/2020 e organizzato dall’Associazione Amici della Ribalta. Presso il Teatro Fenaroli di Lanciano è in programma Domenica 12 gennaio alle ore 17.00 una commedia di Carlo Goldoni; riadattata da Carmela Caiani dal titolo “LE BARUFFE”; portato in scena dalla compagnia:

“DA GRANDE VOGLIO CRESCERE” di Chieti.

Le BARUFFE, sono la trasposizione nella lingua e nella cultura abruzzese, della celebre commedia Le Baruffe Chiozzotte che Goldoni compose nel 1762. Il fraseggio goldoniano, ritmico e comico, è stato abilmente tradotto dal chioggiotto in abruzzese da Sandro Cianci del teatro del Me-ti; un uomo di teatro che ha l’arguta capacità di giocare con l’ironia delle parole e della loro composizione in fraseggi ritmici e spassosi.

L’opera mette in scena le schermaglie amorose di un gruppo di pescatori e delle loro donne; personaggi mossi da affetti semplici, ma genuini, che bene descrivono una visione della coralità della vita. E celebrano una semplicità di cuore e di istinto, nelle quali ritrovare le più pure ragioni dell’esistere. Una commedia di poveri, i ricchi ed i potenti non esistono; l’unica presenza del potere e della borghesia è rappresentata dal Brigadiere.

Opera senza tempo

Le Baruffe si aprono con una domanda sul tempo meteorologico, “che vo fa su tempe?” quasi che il garbino, vento capriccioso, pazzo, variabile, improvviso, rappresenti la vita: un susseguirsi di fatti che avvengono apparentemente uguali, eppure sempre diversi, mai lineari, come se un vento dispettoso fosse sempre pronto ad ingarbugliarli ed a costringere i personaggi alla “baruffa”, ad affannarsi anche per poco, tra pettegolezzi, malignità, strepiti e fraintendimenti, come se quel poco fosse tutto quello che ci si può aspettare dalla vita.

Nel testo poi, non ci sono altre indicazioni di tempo, questa è un’opera atemporale. La vicenda, non si conclude mai veramente, non c’è una “trama” fatta di eventi straordinari, ma una sequenza di fatti nella loro logica naturale, in modo che accada ciò che deve e può avvenire, e che tutto passi alla fine come il sole dopo l’ombra o l’ombra dopo il sole, per poi ricominciare l’indomani. Sarà il pubblico che, dopo, rievocherà l’affanno di questo piccolo mondo, apparentemente chiuso nelle dimensioni storiche e psicologiche dei personaggi, eppure aperto al grande schema della vita. È una vicenda che può accadere in un giorno qualunque del presente o del passato, in un paese vicino o lontano, dove l’eternità è in un attimo.

Per informazioni: 339/8201983 – 0872/714755 – www.teatrofenaroli.it

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Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio