Sulmona: Campo 78

Sulmona: Campo 78 diventerà luogo della Memoria

SULMONA: Campo 78 di prigionia a luogo della Memoria. Istituito nella Prima Guerra Mondiale, Campo 78 a Sulmona è oggi al centro di un progetto per la valorizzazione di tutta l’area storica ai piedi del Morrone che comprende l’eremo di Celestino V, l’Abbazia di S.Spirito al Morrone, e il parco archeologico di Ercole Curino, oltre a Campo 78.

Il progetto prevede un investimento di 950mila euro. Sarà istituito un percorso integrato fra archeologia e storia, che culminerà con un parco della Memoria. Campo 78, infatti, è stato un campo di prigionia a cavallo fre le due Guerre. Nella Seconda, una volta finito in mani tedesche, ospitava i soldati angloamericani. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il cammino di libertà dei progionieri partì proprio dal Campo. Prosegui attraverso la Majella fino a Carsoli, per poi ricongiungersi alle linee alleate.

Sulmona: Campo 78per non dimenticare

Nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, fu costruito in località Fonte d’Amore un campo di concentramento per i prigionieri di guerra. Fra i 108 luoghi di prigionia,  Per capienza ed estensione (ospitava 10mila prigionieri) era fra i più importanti d’Italia. I prigionieri dormivano su pagliericci appena sollevati da terra, ed erano esposti a ogni sorta di malattia.

Durante la Seconda Guerra Mondiale nel Campo erano detenuti migliaia di prigionieri inglesi del Commonwealth catturati dal Regio Esercito Italiano in Libia dal 1940. In seguito all’armistizio del 1943 molti prigionieri riuscirono a fuggire, rifugiandosi su Monte Morrone e nei paesi della Valle Peligna. I tedeschi, subentrati agli italiani nella sorveglianza del Campo, diedero inizio a una serie di persecuzioni e rastrellamenti nei confronti delle popolazioni che aiutavano i fuggitivi.

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Autore dell'articolo: Dario Parascandolo