“Tra mare e vigne”, Salsedine incontra Pasetti a Francavilla al Mare. Ed è subito magia

FRANCAVILLA AL MARE – Il racconto enogastronomico dell’Abruzzo può passare anche attraverso due elementi identitari come il pescato dell’Adriatico e il vino delle nostre colline. L’evento “Tra mare e vigne”, ospitato da Salsedine a Francavilla al Mare, ha costruito proprio su questo asse una serata gourmet capace di valorizzare materia prima, territorialità e cultura produttiva. Protagonista del percorso degustativo è stata la cucina essenziale e stuzzicante dello chef Andrea Rocco, accompagnata dai vini Pasetti, cantina nata a Francavilla e oggi profondamente legata a Pescosansonesco e Capestrano, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L’incontro tra queste due realtà si è rivelato magico e assolutamente riuscito. “Grazie a tutti voi per essere qui stasera. Siamo sempre molto concentrati sui nostri piatti e, con Salsedine, puntiamo costantemente a offrire il meglio per i nostri clienti”, ha detto il titolare di Salsedine Alessandro Rocco.

Laura Pasetti e Alessandro Rocco

Oltre a lui, hanno guidato gli ospiti in questo viaggio anche Laura Pasetti e suo figlio Davide, interpreti di una filosofia produttiva che punta sugli autoctoni e su un’agricoltura di montagna certificata Cervim, espressione di quella che viene definita “viticoltura eroica”: vigneti coltivati in condizioni morfologiche complesse, dove altitudine ed escursioni termiche incidono in maniera decisiva sul profilo aromatico dei vini. Laura Pasetti, elogiando la collaborazione con Salsedine, ha evidenziato che “quando si porta avanti un progetto insieme, non è scontato avere risultati positivi. Per quanto riguarda la nostra azienda, quella con i miei figli è la quinta generazione. Più precisamente siamo francavillesi da cinque generazioni, ma con origini venete”.

Olio Intosso Masciantonio e Trebbiano d’Abruzzo Superiore Dop Riserva 2023

Una storia che non ha mancato di regalare soddisfazioni a Pasetti: “Abbiamo scoperto di essere presenti anche nell’enciclopedia dei vini d’Italia del 1965, e questo ci ha fatto molto piacere”, ha spiegato Laura. “Mio marito vent’anni fa ha percepito il cambiamento climatico e ha puntato totalmente sull’entroterra. Abbiamo scavalcato la montagna e siamo andati nell’Aquilano. Oggi non produciamo tutti i nostri vini sullo stesso territorio. La sfida più impegnativa è stata quella di andare a coltivare i vigneti a mille metri. È un progetto che ci ha dato molto coraggio in un’area patrimonio dell’Unesco quale è il Tratturo Magno”. Ma veniamo alla cena. Per scaldare il palato abbiamo assaggiato l’Intosso di Masciantonio, olio pluripremiato, per poi passare subito alle prime portate.

Carpaccio nostrano al naturale; tagliatella di seppia, cipolla e peperoncino; filetto di triglia con la sua lisca biscottata e olio al basilico
Cotoletta di branzino e mayo al limone; polpo gentile in doppia cottura

La linea Testarossa ha accompagnato un menu costruito su tecnica, lucidità e stratificazione marina. In apertura, un piatto con carpaccio nostrano al naturale; tagliatella di seppia, cipolla e peperoncino; filetto di triglia con la sua lisca biscottata e olio al basilico; poi cotoletta di branzino e mayo al limone, nonché polpo gentile in doppia cottura. Queste creazioni hanno dialogato con la freschezza verticale della Passerina Terre Aquilane Igp 2025 (12 gradi): un abbinamento giocato su un’ottima tensione aromatica. La Passerina di Pasetti è molto particolare, con una spiccata acidità e una buona sapidità: presenta un giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli e, al naso, aromi floreali.

Passerina Terre Aquilane Igp 2025

Ancora più appagante il secondo “capitolo”, dove il rintrocilo con seppia, ferfellone e pane Crock ha trovato il suo perfetto equilibrio culinario nel Trebbiano d’Abruzzo Superiore Dop Riserva 2023. Il piatto è assolutamente top, saporito quanto basta e con una marcata personalità che non guasta mai. Qui la componente amidacea della pasta tradizionale abruzzese e la profondità iodica della seppia sono state sostenute dalla buona struttura del vino, che con i suoi 13 gradi ha garantito un solido volume gustativo senza tuttavia perdere slancio acido.

Rintrocilo con seppia, ferfellone e pane Crock
“La nostra Cacciatora” di scampi e rospo

L’apice della serata si è però avuto con “La nostra Cacciatora” di scampi e rospo, una pietanza dalla forte intensità aromatica e di un’interessante profondità tecnica, abbinata a un Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Dop 2025 (14 gradi) che ha confermato tutta la versatilità della denominazione, distinguendosi per precisione espressiva e capacità di interpretare la cucina di mare con eleganza. La sua componente fruttata e la chiusura sapida hanno accompagnato tutta la preparazione senza mai sovrastarla, chiarendo quanto il Cerasuolo possa ormai uscire dalla semplice dimensione estiva per assumere un ruolo centrale anche nell’alta ristorazione di territorio.

Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Dop 2025

Ha concluso le danze, come dessert, una buona “Cheesecake fragolosa”, variante golosa della classica cheesecake, caratterizzata dal sapore ammaliante delle fragole che si combinano con una base croccante e una crema morbida e delicata. Le fragole non servono solo come decorazione: apportano acidità e freschezza che bilanciano lo zucchero e la parte grassa della crema, rendendo il dessert meno pesante e più “pulito” al palato. Questo tipo di Cheescake risulta così essere un dolce leggero, compatto e profumato. L’ideale per terminare in bellezza un itinerario piacevolissimo.

Cheesecake fragolosa
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Autore dell'articolo: Redazione